Kristopher Nielsen propone una rilettura radicale della psicopatologia alla luce del paradigma dell’embodiment, dell’enattivismo e della cognizione situata. Il disturbo mentale non viene più concepito come una disfunzione localizzata nel cervello né come un insieme di sintomi isolati, ma come una modificazione delle dinamiche attraverso cui il soggetto, in quanto corpo vivo, abita il proprio mondo e costruisce significati.
Il volume rappresenta uno dei tentativi più sistematici di integrare filosofia della mente, fenomenologia, scienze cognitive enattive e psicopatologia contemporanea. L’autore dialoga con Varela, Thompson, Gallagher, Fuchs e Ratcliffe, proponendo un modello nel quale esperienza, corpo, ambiente e relazioni costituiscono un sistema dinamico inseparabile.