1. Perché questo articolo è rilevante
L’articolo di Hill, An, Kivlighan e Gelso (2024) affronta un tema centrale per ogni psicoterapia: la relazione terapeutica non è un oggetto semplice, ma una configurazione complessa composta da più dimensioni che si influenzano reciprocamente nel tempo. Il modello tripartito considera tre componenti: working alliance, real relationship e configurazione transfert-controtransfert. La working alliance riguarda l’accordo su obiettivi, compiti e legame di lavoro; la real relationship riguarda genuinità e percezione realistica dell’altro; la configurazione transfert-controtransfert riguarda il campo delle distorsioni, ripetizioni e reazioni reciproche che entrano nella relazione terapeutica (Gelso, 2014, 2019; Hill et al., 2024). Il valore dell’articolo sta nel non limitarsi a sostenere che questi tre elementi siano importanti, ma nel cercare di capire come si modificano colloquio dopo colloquio. Gli autori analizzano 5.931 sedute, relative a 142 pazienti e 36 terapeuti, usando modelli dinamici longitudinali. Il punto forte è proprio questo: la relazione non viene trattata come una fotografia statica, ma come un sistema dinamico che si dispiega nel tempo (Hill et al., 2024).
2. Metodo e risultati principali
Lo studio utilizza un modello statistico sofisticato, il Dynamic Structural Equation Modeling, per analizzare le associazioni intra-seduta e tra sedute successive tra working alliance, real relationship e transfert-controtransfert. Il campione comprende psicoterapie psicodinamiche individuali, non manualizzate, in un setting universitario clinico (Hill et al., 2024). I risultati principali sono tre. Primo: nella stessa seduta, working alliance e real relationship sono positivamente associate. Quando la relazione reale è più forte, anche l’alleanza tende a essere più forte. Secondo: sia la working alliance sia la real relationship sono associate negativamente alla configurazione transfert-controtransfert. In altre parole, quando la relazione di lavoro e la relazione reale sono più robuste, le distorsioni transferali e controtransferali tendono a essere meno marcate. Terzo: nel tempo, la relazione reale assume un ruolo particolarmente interessante, perché una seduta con una real relationship più forte del solito è associata a una riduzione del transfert-controtransfert nella seduta successiva (Hill et al., 2024). Gli autori interpretano questi dati come prova del fatto che i componenti della relazione terapeutica si influenzano in modo complesso e formano un sistema dinamico. In tal senso, lo studio conferma la rilevanza della relazione terapeutica come fattore comune e come dimensione trasversale agli orientamenti (Norcross & Lambert, 2018; Wampold, 2015), ma aggiunge un livello ulteriore: il modo in cui tali componenti si organizzano nel tempo non è lineare, bensì processuale.
Link articolo: https://psycnet.apa.org/doiLanding?doi=10.1037%2Fpst0000521
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