Questo lavoro è importante per almeno tre motivi:
1. Teorico: propone una critica forte dei modelli “simulazionisti” dell’empatia (empatia come imitazione interna o simulazione delle emozioni altrui) e difende una concezione fenomenologica e relazionale dell’empatia.
2. Clinico-psicopatologico: usa la depressione maggiore come caso paradigmatico per capire cosa significa “non riuscire a connettersi con gli altri”, mettendo al centro il vissuto di cambiamento del mondo e di isolamento interpersonale.
3. Per la formazione SLOP: offre un modello di empatia che è perfettamente compatibile con la fenomenologia, l’ermeneutica e la distinzione patologie storiche/non storiche, e che aiuta in modo diretto il lavoro del terapeuta nei colloqui.