NEUROPSICOPATOLOGIE

MODELLI TEORICI,TERAPIE ED EVOLUZIONE DEL SISTEMA WELFARE

PADOVA, 24-25-26 FEBBRAIO 2017

 

 

 

 

 

 

 

Con il patrocinio di

1° CONVEGNO NAZIONALE DI NEUROPSICOPATOLOGIA

LA MISSION

Il convegno "Neuropsicopatologie", organizzato dalla Scuola Lombarda di Psicoterapia intende promuovere il confronto teorico rispetto ai temi della cura psicoterapeutica, della neuro-riabilitazione e della promozione della salute.

All'evento parteciperanno relatori afferenti al mondo della clinica, dell’università, della ricerca scientifica e delle Istituzioni che operano nei settori in oggetto. Oltre al dibattito sugli aspetti teorici, sulle strategie terapeutiche e sugli strumenti clinici utilizzati nei diversi settori della clinica psicologica e neuroriabilitativa, particolare attenzione sarà rivolta all’offerta riabilitativa del territorio e alla presentazione dei percorsi di cura promossi dalla rete sociale.

Il convegno prevede sessioni plenarie al mattino e simposi in parallelo nel pomeriggio. L'evento è accreditato ECM per medici e psicologi.

24-26 FEBBRAIO

2017

32 RELATORI

200 POSTI

PADOVA

CENTRO CONGRESSI

"VILLA OTTOBONI"

10 PRESENTAZIONI

12 SIMPOSI

I TEMI

Venerdi 24 febbraio

Fondamenti della psicopatologia

Riflettere sui fondamenti della psicopatologia significa innanzitutto esplicitare la specifica visione dell’essere umano che sottende l’impianto dei modelli teorici adottati dagli psicopatologi. Affinché una scienza continui a far emergere nuove possibilità di spiegazione del suo oggetto di studio sono necessarie sia la razionalità del metodo di ricerca, sia la costante rifigurazione della fondazione dell’oggetto di studio stesso. Ogni disciplina che si occupa di psicopatologia, sia essa associabile alla famiglia delle scienze umane o a quella delle scienze della natura, mette a punto modelli teorici e genera ricerca empirica a partire da fondamenti frequentemente molto diversi, con la logica conclusione che al di là della bontà metodologica della ricerche, i risultati finali possono apparire inconciliabili, e altre volte nemmeno reciprocamente comprensibili.

In altri termini: la fenomenologia, il cognitivismo clinico, la psicoanalisi e gli approcci organicisti - tanto per citare alcune delle più influenti correnti della psicopatologia contemporanea - giungono a differenti modelli esplicativi della sofferenza emotivo-comportamentale umana non tanto in conseguenza dei differenti usi del metodo scientifico, ma soprattutto per le radicali differenti visioni dell’essere umano e della vita che precedono e fondano le rispettive ricerche empiriche.

Ad esempio, in ambito psicopatologico i modelli esplicativi cognitivisti e quelli fenomenologici, al di là delle rispettive metodologie di ricerca, fanno emergere differenti fenomeni psicopatologici in conseguenza delle differenti visioni dell’essere umano e della vita (fondamenti).

Il cognitivismo clinico non ha come oggetto di studio la persona e i suoi modi di essere, bensì un modello computazionale di un’entità astratta, definita mente, che genera rappresentazioni più o meno coerenti e logicamente valide; solo alla luce di questi fondamenti è possibile comprendere e spiegare, ad esempio, il fenomeno dell’impulsività come conseguenza di un deficit metacognitivo.

Invece, le recenti posizioni teoriche di ordine fenomenologico ed ermeneutico, avendo come fondamento una visione dell’essere umano definibile, nei termini di Heidegger, come «esser-ci e progetto-gettato», non potranno spiegare la psicopatologia in assenza di concetti quali: significatività dell’esperienza, aperture di mondo, possibilità d’azione, rete coerente di rimandi, progetti di vita, motivazioni storiche, ipseità, identità narrativa, ecc. In quest’ottica, l’impulsività è un modo di essere della persona, una specifica possibilità di esser-ci, quindi non spiegabile e assolutamente non comprensibile, in negativo, come deficit di qualche capacità riflessiva.

Ancora, la neuroscienza cognitiva ha come oggetto di studio l’organismo e il suo funzionamento biologico, ed è a partire da questa premessa che i risultati delle ricerche neuroscientifiche andrebbero inquadrati. Infatti, qualsiasi posizione teorica che pretendesse di estrapolare una visione dell’esser-ci umano a partire dai soli processi neurofisiologici dell’organismo, non farebbe altro che tradirsi come scienza, e rivelarsi come «ideologia» biologico-riduzionista.

Anche da queste considerazioni emerge la necessità di un confronto interdisciplinare sui fondamenti che sottendono i diversi edifici teorici delle scienze della natura e delle scienze umane, tra tutti coloro che si occupano di psicopatologia. Quale dialogo è possibile tra le scienze biologiche e le scienze umane ai fini della comprensione/spiegazione dei fenomeni psicopatologici, visto che i due grandi ambiti del sapere umano non possono essere ridotti l’uno all’altro? Perché la superata dicotomia organico-funzionale continua a essere paradigmatica in molti contesti neurologici e psichiatrici? Cos’è una condizione psicopatologica? Quali visioni dell’essere umano consentono la costruzione di modelli teorici e pratiche cliniche non cartesiane? Esiste una neuro-psicologia «evoluta», in grado di far dialogare le scienze umane e quelle naturali circa i fenomeni psicopatologici? Queste e altre domande sono alla base dei confronti teorici e clinico-applicativi della giornata di apertura del primo convegno nazionale di neuropsicopatologia.

Sabato 25 febbraio

Corpo e Neuropsicologia

Il superamento del dualismo cartesiano (corpo e mente non sono due realtà ontologicamente distinte), si è frequentemente risolto con l’eliminazione di uno dei termini della relazione. Ad esempio, mentre gli approcci organicistici eliminano la «mente» considerandola un epifenomeno dell’attività cerebrale (quindi del corpo), altri eliminano il «corpo» considerandolo una rappresentazione della «mente». La neuropsicologia, da sempre, si occupa del rapporto tra l’attività del corpo e i processi mentali, ma raramente i ricercatori esplicitano i fondamenti teorici che sottendono le loro ricerche empiriche. Nell’ottica cognitivista classica il corpo dell’uomo è un recettore di stimoli, e la mente-cervello è il luogo astratto all’interno del quale le funzioni mentali strutturano questi stimoli in significati.

Non è difficile vedere in questa posizione teorica dei fondamenti di ordine kantiano. Invece, per la fenomenologia, l’essere umano vive in un mondo di significati che si «incarnano» ogni volta, rendendo il corpo e il mondo le due facce di un unico fenomeno: la manifestazione della vita. Questa posizione teorica emerge da fondamenti husserliani, heideggeriani e soprattutto dalle riflessioni dei «filosofi della carne» come, tra gli altri, Merleau-Ponty, Michel Henry e Jean-Luc Nancy. La mattina di sabato è interamente dedicata agli sviluppi della neuropsicologia, a partire dalla riflessione sui fondamenti che ne sottendono le teorie e le ricerche empiriche.

Domenica 26 febbraio

Infanzia e alterazioni del neurosviluppo

Nel panorama attuale dei modelli di sviluppo, si possono sinteticamente distinguere due principali approcci teorici:

1) gli approcci «teoristi» (scientisti), fondamentalmente stadiali, che assumono una posizione “cognitivo-centrica”, e i cui fondamenti teorici sono rintracciabili nella conoscenza trascendentale kantiana e nell’epistemologia genetica di Jean Piaget. In quest’ottica, la mente umana è paragonabile a un sistema evolutivo complesso, la cui struttura consente la conoscenza di sé, degli altri e del mondo attraverso processi di rappresentazione di primo, secondo (metacognizione) ed n-esimo ordine. Secondo quest’approccio i significati dipendono dalle operazioni delle singole menti, l’esperienza pre-riflessiva è sostanzialmente muta e diventa significativa soltanto quando diventa un oggetto della rappresentazione mentale. In quest’ottica il corpo è un ente derivato rispetto alla mente e ai suoi processi di funzionamento.

2) Gli approcci «esperienziali», secondo i quali l’esperienza umana è già sempre sensata (prefigurata), sia perché è una mente incarnata, e quindi ogni esperienza è una specifica apertura di mondo che noi abitiamo sensibilmente, sia perché i significati di questa specifica apertura di mondo sono previ rispetto all’accadere dell’esperienza stessa. In quest’ottica, comprendere un significato equivale alla comprensione di una possibilità d’azione, di un modo di essere. Il bambino comprende cosa significhi «telefonare» nel momento in cui capisce quello specifico modo di essere con gli altri, e in questo caso la sua «mente» accede a un significato e non lo costruisce a partire da stimoli, o altro. Apprendere il «teorema di Pitagora» significa incontrare un significato già esistente e appropriarsene in quanto alla funzione d’uso. Secondo questi approcci l’essere umano può essere variabilmente capace, e la sua mente/cervello è solo una delle condizioni di possibilità affinché le sue capacità possano manifestarsi. L’essere umano, la sua mente, non sono scomponibili in funzioni (esecutive, mnesiche, ecc.), perché queste capacità riguardano possibilità d’azione che appartengono all’essere nel mondo, con gli altri. Essere dotati di capacità significa poter accedere a specifiche aperture di mondo, a determinati significati. La disabilità non è un deficit di una funzione mentale, ma l’impossibilità di agire determinate possibilità d’azione nel mondo, con gli altri.

L’approccio esperienziale in età evolutiva è sostenuto dal dialogo interdisciplinare tra analisi fenomenologiche e dati della psicologia dello sviluppo, come ben rappresentato da autori come Zahavi, Rochat e Reddy, che hanno discusso forme di consapevolezza di sé pre-riflessive, capaci di rendere conto di manifestazioni molto precoci di intersoggettività, con implicazioni rilevanti per la comprensione della psicopatologia e della neuro-diversità in età evolutiva.

A partire da questi riferimenti, e da una riflessione sui principi della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC), l’obiettivo della mattinata di domenica è favorire il dibattito scientifico e lo scambio di esperienze cliniche sugli obiettivi e le modalità di presa in carico di diverse forme di disagio (dai disturbi del neuro-sviluppo a situazioni di grave svantaggio sociale o familiare), con particolare interesse per il tema del progetto abilitativo come pre-occupazione nei confronti di un progetto di vita del fanciullo e del coinvolgimento dei genitori e della scuola nel percorso di presa in carico come strategia finalizzata alla migliore inclusione e partecipazione sociale, scolastica e familiare. Inoltre, si discuterà delle azioni che il clinico dell’età evolutiva può compiere a favore della tutela e della promozione dei diritti dei bambini e degli adolescenti nei diversi contesti di vita.

I temi della mattinata saranno ripresi nei simposi pomeridiani che prevedono la presentazione/discussione di casi clinici e, in alcuni casi, di esercitazioni in piccoli gruppi.

COMITATO SCIENTIFICO

Vincenzo Costa

Davide Liccione

Diego Liccione

Corrado Lo Priore

Massimo Prior

Davide Rivolta

Gabriele Rossi

Giuseppe Sartori

Luca Vanzago

Tomaso Vecchi

Silvia Zocchi

COMITATO ORGANIZZATIVO

Federica Bellingeri

Francesca Borasio

Veronica Giovannetti

Paolo Jesus Olivari

Chiara Milano

Simona Sartirana

Irene Sibella

Ilaria Scotti

Sara Torregrossa

CONTATTA

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IL PROGRAMMA

SESSIONE POSTER

Sessione poster

Il comitato scientifico del convegno “NEUROPSICOPATOLOGIE: MODELLI TEORICI, TERAPIE ED EVOLUZIONE DEL SISTEMA WELFARE”, è lieto di comunicarvi che sono state avviate le procedure di organizzazione della sessione poster, alla quale vi invitiamo a partecipare attivamente, proponendo dei contributi. Saranno valutate sia proposte di carattere teorico-clinico (rassegne), sia contributi empirici, basati sulla presentazione di risultati di ricerche, single-case studies, ecc.

Tutti coloro che hanno intenzione di partecipare sono invitati a comunicarlo all’indirizzo direzione_neuropsicopatologie@slop.it, entro e non oltre il 31 dicembre 2016, specificando i nomi degli autori e il titolo del poster. Successivamente la segreteria organizzativa vi indicherà le norme di redazione alle quali i lavori si dovranno attenere. I lavori definitivi dovranno pervenire alla segreteria entro il 15 gennaio 2017.

Il comitato scientifico, valutati tutti i lavori, premierà il poster migliore.

MOMENTI DI NEUROPSICOPATOLOGIE

LA SEDE

SLOP Scuola Lombarda di Psicoterapia - Sede di Padova

Centro Congressi "Villa Ottoboni"

Via Padre E.Ramin, 1

35116 - Padova

contatti

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