“I reati a sfondo sessuale sono tra i crimini che suscitano maggiore allarme sociale, soprattutto quando le vittime sono soggetti deboli e/o gli autori sofferenti psichici. Per tali motivi negli ultimi anni è cresciuta lʼattenzione verso le prospettive di trattamento alternative alla pena carceraria per gli autori di comportamenti sessuali abusanti” (Birkhoff et al, 2012, p.1).

Lʼordinamento penitenziario italiano prevede per i detenuti autori di reato sessuale la possibilità di accedere alle misure alternative alla detenzione (affidamento in prova, detenzione domiciliare, semilibertà) o al lavoro esterno al carcere ma questa possibilità e subordinata allʼosservazione scientifica della personalità da parte dellʼesperto psicologo ex art. 80, valutazione fondamentale per avviare il trattamento penitenziario che dovrà avere almeno la durata di un anno.

Lʼapproccio ritenuto di maggior efficacia nel trattamento degli autori di reato sessuale è quello derivante dalla psicoterapia cognitiva focalizzando il lavoro con lʼoffender su alcuni aspetti fondamentali, tra i quali: lʼanalisi delle distorsioni cognitive che hanno agevolato la commissione del reato, i deficit dʼempatia che hanno favorito il crimine, la modificazione delle preferenze sessuali devianti di cui i soggetti possono essere portatori, la acquisizione delle capacità sociali mancanti nellʼindividuo (Marshall, 2001).

Il seminario clinico applicativo offrirà ai partecipanti una prima visone d’insieme, necessariamente sintetica e parziale, del lavoro psicoterapeutico cognitivista con i sexual offenders.

INFO & ISCRIZIONE: http://www.slop.it/assets/locandina-seminari-clinici.pdf

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